Rincaro materie prime in edilizia: punta agli immobili già costruiti

Set 24, 2021

Sulle speranze di ripresa economica delle piccole e medie imprese edili, ecco che incombe il continuo rincaro dei prezzi delle materie prime. Il circolo vizioso innescato rischia di essere letale per il settore dell’edilizia, in particolar modo andando ad intaccare i cantieri già in corso: dalla scarsità di molti materiali alla carenza di manodopera specializzata, l’unico modo per rimediare sembra essere l’introduzione di un meccanismo per “congelare” i prezzi.

Nel frattempo, però, la corsa all’aumento dei costi di acciaio e calcestruzzo non si arresta: a seguito della proroga del Superbonus al 2023, l’edilizia urla al Governo il suo bisogno di aiuto.

Il settore edilizio in serie difficoltà per il rincaro dei prezzi delle materie prime

La scarsa disponibilità e il rincaro dei prezzi di alcune materie prime, fondamentali ovviamente per le aziende e le imprese, hanno causato e stanno causando molti disagi. L’allarme giunge da ANIMA, federazione di Confindustria: “Scarseggiano soprattutto acciaio, metalli non ferrosi, plastica, polimeri ed altri materiali chimici, […] una situazione esacerbata dalla pandemia, ma l’allarme del comparto non può essere inascoltato”.

I dati confermano lo sbilanciamento di un mercato consolidato, caratterizzato da un significativo aumento della domanda a cui, sfortunatamente, corrisponde una mancata offerta: ciò non coinvolge soltanto l’edilizia, ma anche gli impianti ad essa collegati, come quelli termoidraulici.

L’aumento dei prezzi è iniziato alla fine del 2020 e va a riguardare metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi. A denunciare tutto ciò è l’ANCE, l’Associazione Nazionale dei Costruttori.

Aumento dei costi dei materiali e ritardo nell’esecuzione dei lavori

Secondo le ultime stime elaborate dall’ANCE, il rincaro dei prezzi dei materiali da costruzione toccherebbe picchi esasperanti e decisamente allarmanti, soprattutto per quanto riguarda le materie prime necessarie all’avvio dei cantieri che coinvolgono i recenti bonus fiscali previsti per il settore dell’edilizia.

Mentre i prezzi del petrolio, dopo il crollo del 68% del 2020, si sono assestati, non ci si deve di certo aspettare un calo dei prezzi dell’alluminio e dei prodotti derivati dall’acciaio in breve tempo: soltanto loro da gennaio hanno subito rispettivamente un aumento del 18% e del 40%. Questo meccanismo, secondo l’ultimo rapporto OCSE dello scorso dicembre, ha attribuito la causa dell’improvviso aumento della domanda nel settore delle costruzioni alla Cina, che avrebbe dato avvio al rialzo sul prezzo di tutta la filiera dell’acciaio a livello mondiale. A tutto ciò si vanno ad aggiungere gli effetti della pandemia, che ha portato a una forte scarsità di offerta per le continue chiusure industriali e commerciali nel mondo, registrate soprattutto in Europa.

Parallelamente, altri rincari riguardano materie prime come i polietileni (40%), il rame (17%), bitume (15%) e cemento (10%).

È ovvio che gli eccezionali aumenti dei costi frenino l’esecuzione di lavori ormai avviati e mettano a rischio quelli previsti dal Recovery Plan. In gioco c’è anche il rispetto dei contratti firmati e anche il rischio di favorire con i lavori in arrivo solo una minima parte del settore, senza una crescita a largo spettro.

I primi interventi per il rincaro delle materie prime e i mancati esiti

Proprio nel momento in cui l’edilizia italiana si trova in ginocchio durante un periodo in cui la domanda è in forte crescita, ecco che Enrica Mazzetti, deputata di Forza Italia, si fa portavoce del problema del rincaro delle materie prime edili: “Saranno previste compensazioni determinate applicando alle quantità dei singoli materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori nell’anno 2021, le variazioni in aumento o in diminuzione dei relativi prezzi, rilevate dai decreti ministeriali con riferimento alla data dell’offerta, eccedenti l’otto per cento se riferite esclusivamente all’anno 2020, ed eccedenti il 10 per cento complessivo, in caso di offerte antecedenti al 2020”.

L’idea è quella di introdurre un meccanismo per congelare o perlomeno raffreddare i prezzi, garantendo un rimborso alle imprese che devono fronteggiare le oscillazioni delle materie prime in misura superiore all’8% sulla base di una stima trimestrale. Allo stesso tempo, questa strategia dovrebbe prevedere per le imprese l’obbligo di restituzione dell’appalto in caso di oscillazione negativa.

Purtroppo, il tutto si sarebbe dovuto risolvere con il Decreto Legge Semplificazioni, che invece ha ottenuto scarsi risultati, se non nulli. A seguire, il Decreto Infrastrutture, composto da norme di competenza MIMS a 260 gradi e redatto a giugno, è stato poi rinviato a luglio e infine a settembre, con la motivazione ufficiale che non si sarebbe potuto convertire in tempo a causa di un ingorgo parlamentare. In parole povere, non è successo nulla di effettivo.

Decreto infrastrutture: solo per gli appalti pubblici

Il meccanismo di compensazione e di risoluzione del problema del rincaro dei prezzi delle materie prime nel settore edile, però, non comporterebbe dei risultati efficaci per i cantieri privati. Nonostante il progetto di riqualificazione del Paese dovrebbe basarsi proprio su di loro, gli imprenditori edili stanno ancora attendendo un intervento risolutivo capace di evitare una paralisi, che potrebbe potenzialmente mettere a repentaglio anche progetti già previsti e addirittura avviati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’acquisto delle case già edificate è la soluzione

In sostanza, dobbiamo ridare al mercato edilizio nazionale una soluzione al problema dei rincari dei prezzi: la nostra proposta è incentivare l’acquisto di case già edificate. Il modo più efficace, infatti, sarebbe innescare un processo di acquisto che coinvolga realtà come la nostra proprio in prima linea: la nostra vasta gamma di abitazioni risponde a qualunque tipo di esigenza del cliente.

Per riavviare un sistema bloccato, si può comodamente optare per un mutuo per l’acquisto di un edificio già costruito, in modo tale da gestire nell’immediato la nuova dimora senza dover attendere con impazienza ciò che è impossibile oggigiorno da ottenere in tempi ragionevoli. Inoltre, i tassi dei finanziamenti quest’anno sono particolarmente convenienti: è il momento giusto per fare un grosso investimento.

Domus Aurea è un’agenzia immobiliare scrupolosa, che si avvale di un team di professionisti altamente specializzato nella compravendita di immobili e nei servizi ad essa connessi. Siamo una garanzia per il cliente che sta cercando una nuova abitazione senza doversi preoccupare delle tempistiche e delle pratiche da sbrigare. Per avere maggiori informazioni e per trovare la casa dei tuoi sogni, puoi rivolgerti a noi compilando il nostro form.